Detrazione fiscale 50 % per ristrutturazione edilizia

È stata prorogata al 31/12/2017 la detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute per la ristrutturazione delle abitazioni e delle parti comuni in condominio. Il tetto di spesa massima è di € 96.000. I lavori che permettono di accedere a tale detrazione, come riportato dall’articolo 3 del d.p.r. 380/2001 (testo unico dell’ edilizia) sono:
– manutenzione straordinaria
– restauro e risanamento conservativo
– ristrutturazione edilizia
Per questa tipologia di lavori è necessaria una pratica edilizia che va inoltrata al proprio comune di residenza da un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere).

Per tutti quei caminetti e stufe, che abbiano un rendimento superiore al 70% (rimangono esclusi solo i focolari aperti) l’agevolazione spetta anche in assenza di una pratica edilizia, in quanto rientrano in un progetto di risparmio energetico (è sufficiente una autocertificazione che attesti che per l’installazione del caminetto o della stufa, il regolamento edilizio comunale non prevede alcun adempimento).
Possono usufruire della detrazione non solo i proprietari degli immobili, ma anche chi vanta un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie) sul bene oggetto dell’intervento, purché ne sostenga le relative spese.
Attenzione, le detrazioni del 50% saranno in vigore fino al 31/12/17. Dal primo gennaio 2018 la detrazione scenderà al 36%, salvo ulteriori proroghe.
Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale da cui risultino:
– nella causale del versamento il riferimento alla norma (Art. 16-bis del T.U.I.R., D.P.R. 22/12/86 n. 917)
– il codice fiscale del soggetto che effettua il bonifico
– la partita Iva del beneficiario del pagamento

N.b. Il pagamento può essere inoltre effettuato tramite finanziamento in più rate a patto che venga comunicato alla finanziaria, nel momento del contratto, l’esigenza di voler fruire della detrazione fiscale.

 

Per richiedere la detrazione si dovrà presentare al proprio commercialista o al CAF di riferimento la seguente documentazione:
– copia del permesso edilizio se previsto (o l’autocertificazione nel caso di acquisto di caminetti e stufe)
– copia delle fatture intestate a chi sostiene la spesa
– le ricevute dei bonifici ( o il rendiconto del finanziamento )
– l’attestato del produttore
Per delucidazioni ulteriori vi invitiamo alla lettura della guida dell’Agenzia delle entrate sull’argomento.

Detrazione fiscale 65% per la riqualificazione energetica (Ecobonus)

E’ stato riconfermato anche l’Ecobonus, detrazione Irpef applicabile a tutti gli interventi di riqualificazione energetica di un edificio.

Nel caso specifico dell’Ecobonus 2017, la detrazione Irpef sarà del 65% su interventi di riqualificazione energetica di singole unità immobiliari, mentre varierà nel caso di condomini in base all’entità dei lavori e ai risultati raggiunti.

Si partirà infatti sempre da un 65%, ma la percentuale di spesa detraibile potrà salire fino al 70% nel caso di interventi riguardanti il “cappotto” e al 75% se viene effettuato un intervento atto a migliorare la prestazione energetica sia invernale che estiva.

 

La proroga è fino al 31 Dicembre 2017 nel caso di singole unità abitative, mentre per i condomini gli incentivi saranno validi per le spese sostenute dal 1° Gennaio 2017 al 31 Dicembre 2021.

Anche in questo caso la detrazione sarà spalmata in dieci quote annuali di pari importo.

Per quanto riguarda l’accesso bisognerà essere in possesso della seguente documentazione:

– fattura delle spese sostenute

– bonifico compilato con la causale, numero e data della fattura, dati relativi al richiedente la detrazione e codice fiscale del beneficiario.

Contributi del Conto Termico

IN COSA CONSISTE

Dal 31 Maggio 2016 è entrato in vigore il “Conto Termico 2.0”, che rispetto a quello in vigore nel 2013, semplifica e amplia gli interventi incentivabili.

Con la legge di stabilità 2016 è stato ulteriormente prorogato fino al 31/12/2017.

Rimane un contributo in denaro, concesso a chi acquista una stufa, un termocamino o una caldaia a biomassa che rientrano in particolari requisiti e che vengono installati in sostituzione a vecchi impianti già esistenti.

Non è una detrazione fiscale, bensì un incentivo a fondo perduto, che va a coprire fino al 65% della spesa sostenuta. Viene erogato direttamente dal GSE in soluzione unica nel caso il contributo sia inferiore o uguale a € 5.000.

L’incentivo è rilasciato in circa due mesi dalla data di attivazione del contratto (pagamento prima rata ultimo giorno del mese successivo a quello del bimestre in cui ricade la data di attivazione del contratto).

CHI PUÒ RICHIEDERLO

Il contributo può essere richiesto da privati (imprese, persone fisiche, condomini) o da amministrazioni pubbliche che hanno intenzione di sostituire un vecchio apparecchio a gasolio, olio combustibile, carbone o biomassa con un nuovo apparecchio a biomassa (legna o pellet).

Il conto termico può essere inoltre richiesto da aziende agricole o imprese operanti nel settore forestale che installano un apparecchio a biomassa nuovo (anche non in sostituzione) o sostituiscono un apparecchio a GPL con uno a biomassa ad alta efficienza, in zona non metanizzata.

COME VIENE CALCOLATO IL CONTRIBUTO

Il calcolo di come viene erogato il contributo varia a seconda di alcuni fattori:

– la potenza nominale del prodotto scelto (comunque superiore all’ 85%)

– le emissioni polveri in atmosfera rilasciate dal prodotto scelto

– le ore di funzionamento calcolate in media in base alla Provincia e al Comune in cui sarà installato il prodotto

Di conseguenza, un prodotto ad alto rendimento e con bassi livelli di emissioni in atmosfera, installato in una zona climatica particolarmente fredda, otterrà un contributo più alto rispetto ad un prodotto con performance inferiori e installato in un’area più calda.

COME RICHIEDERE IL CONTRIBUTO

La richiesta per poter usufruire del conto termico va effettuata presso il GSE (Gestore Servizi Energetici), l’ente responsabile della valutazione delle domande e dell’erogazione dei contributi.

Per non incorrere in spiacevoli disguidi ci siamo convenzionati con uno studio di professionisti in grado di seguire passo passo tutte le richieste stabilite dalla norma.

 

DOCUMENTI DA SCARICARE

Per maggiori informazioni sul Conto Termico, vi invitiamo a scaricare la documentazione qui allegata:
▪ Testo integrale del Decreto Ministeriale DM 16/2/2016
Per maggiori informazioni sulle procedure operative e sui documenti da presentare per ottenere il contributo, visitate il portale GSE al seguente indirizzo: http://www.gse.it/it/ContoTermico/Pages/default.aspx

Cosa si intende per sostituzione?

Si intende la rimozione di un vecchio generatore con uno nuovo, non superiore per potenza termica del 10% rispetto al precedente e destinato ad erogare energia alle medesime utenze.

Non sono ammessi gli interventi che portano un incremento della potenza superiore l 10% rispetto al generatore sostituito.

Se l’impianto risultasse insufficiente a coprire i fabbisogni di climatizzazione invernale richiesti, è possibile accedere agli incentivi anche per un impianto che superi la soglia del 10% (fermi restando i limiti di potenza previsti dal Decreto), purché il corretto dimensionamento del nuovo impianto potenziato sia adeguatamente giustificato nell’asseverazione del tecnico, di cui dall’art. 7, comma 6, lettera c) del Decreto.

Posso accedere al contributo se sostituisco una caldaia a gas GPL?

La sostituzione di generatori di calore alimentati a GPL è ammessa per i soli interventi effettuati in aree non metanizzate, esclusivamente dalle aziende agricole. Inoltre il nuovo generatore installato deve avere un coefficiente premiante relativo alle emissioni di polveri pari al valore massimo, ovvero 1,5.

Posso accedere al contributo se sostituisco una caldaia a gasolio?

Questo è un caso tipico ammesso dal GSE, che riguarda la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale alimentati a biomassa, a carbone, a olio combustibile o – appunto – a gasolio. Va sempre tenuto presente che il nuovo apparecchio non deve superare di più del 10% la potenza della caldaia sostituita (a meno di un’asseverazione tecnica adeguata che giustifichi il potenziamento dell’impianto).

Posso accedere al contributo del Conto Termico e contemporaneamente alle detrazioni fiscali?

No, si tratta di incentivi non cumulabili. Attenzione: nel momento in cui viene acquistato il nuovo apparecchio a biomassa, nel bonifico va già indicato il tipo di incentivo a cui si intende accedere (vedi esempio di bonifico per il Conto Termico).

Il contributo del Conto Termico può superare il costo effettivo del prodotto?

A seguito della pubblicazione del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica”, a partire dal 19 luglio 2014, l’incentivo erogato al soggetto-responsabile non potrà superare il 65% dell’investimento complessivo (somma delle spese ammissibili).

Devo sostituire un vecchio camino aperto, che non ha targhe che ne attestino la potenza. Come posso procedere?

Nel caso di camini aperti e in generale di manufatti artigianali costruiti in loco o prodotti installati prima dell’entrata in vigore dell’obbligo di apporre la targa, al posto delle fotografie delle targhe va allegata alla richiesta di incentivo un’autodichiarazione del soggetto responsabile attestante la stima della potenza del generatore stesso.

Come dev’essere compilata la causale del bonifico?

Il bonifico deve riportare il riferimento al decreto, la tipologia dell’intervento (2B nel caso degli apparecchi a biomassa, 2C nel caso dei pannelli solari), il numero/anno
fattura, il codice fiscale del soggetto responsabile e il codice fiscale/partita IVA del beneficiario. Attenzione: è necessario NON UTILIZZARE i modelli standard di
bonifico che fanno riferimento alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica (65% – 55%) o per la ristrutturazione edilizia (50% – 36%). L’indicazione
nella causale di riferimenti a norme di legge inerenti le suddette detrazioni fiscali determina la non accettazione della richiesta. Se inizialmente chi “sbagliava” il
bonifico (spesso per colpa della banca) riceveva un preavviso di rigetto e riusciva quindi a “salvare” la pratica, ora l’errata esecuzione del bonifico comporterà la non
accettazione della richiesta, quindi un rigetto diretto.
Per inciso, la causale del bonifico deve essere compilata come segue:
Esempio di compilazione di una causale:
“DM 28/12/2012 FATTURA 1120/2013 SR VFEFCN81L21H471Y P.iva 12345678910 BENEFICIARIO VFEFCN81L21H471Y P.iva 12345678910” “(rif. Decreto) [DM
28/12/2012] + (rif. fattura) [FATTURA 1120/2013] + (Codice Fiscale Soggetto Responsabile) [SR VFEFCN81L21H471Y] + (Codice Fiscale/Partita IVA/Identificativo
fiscale beneficiario) [BENEFICIARIO VFEFCN81L21H471Y]”
Nota: l’utilizzo dei separatori nell’indicazione delle date, ecc. (/ – ; …) è discrezionale e dipende dalle funzionalità dell’applicativo utilizzato dagli Istituti bancari.

IVA agevolata su caminetti e stufe

Con legge 23/12/1999 n. 488 all’art. 7 comma 1 lett. B) è stata introdotta l’aliquota agevolata del 10% sulle prestazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 31 1° comma lett a), b) (manutenzione ordinaria e straordinaria), salvo per alcuni beni significativi individuati dal D.M. 29/12/1999 (fra cui le caldaie). Tale previsione è diventata a tempo illimitato con Legge 23/12/2009 n. 191 art. 2 comma 11.

Sintesi aliquote iva applicabili alle cessioni di caminetti e stufe, la cui funzionalità prevede il collegamento alla canna fumaria

Fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.

(1)
Manutenzione ordinaria e straordinaria di cui alle lettere a), b) art. 31, legge 457/78 su fabbricati residenziali.

(2)
Restauro e risanamento conservativo e interventi di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica di cui alle lettere c), d), e) art. 31 legge 457/78

(2)
Costruzione o Ampliamento di un’abitazione non di lusso.

(2)
Cessioni di beni "finiti" con posa in opera10% (ad eccezione dei beni significativi)

(3)
10%4%
Cessioni di beni "finiti" senza posa in opera22%10%4%

(1) L’installazione di un caminetto/stufa rientra nel concetto di Manutenzione Straordinaria in quanto finalizzata al risparmio energetico. (c. Circ. Min. Fin. N. 57/E del 24/02/1998 che richiama il D.M. Ind. Comm. Art. 15/02/1992).

É necessaria una pratica edilizia o almeno una comunicazione al Comune (verificare con l’ufficio tecnico del proprio Comune). Se la pratica non è prevista, colui che richiede l’applicazione dell’iva ad aliquota ridotta produrrà un’autodichiarazione in cui descrive il lavoro eseguito e dichiara che per la sua esecuzione non è orevista una pratica edilizia.

(2) É necessaria una pratica edilizia valida (Permesso Edilizio, SCIA, o altro).

(3) Si considera bene significativo, il caminetto/stufa dotato di un circuito che scalda l’acqua per il riscaldamento o l’acqua sanitaria. Nel caso di cessione con posa in opera di un bene significativo, l’aliquota iva del 10% di applica sul valore della manodopera, delle materie prime e semilavorate, nonché degli altri beni non significativi necessari per l’esecuzione dei lavori, mentre sul bene significativo l’aliquota agevolata si applica fino a concorrenza della differenza tra il valore complessivo della prestazione (compreso anche il valore del bene significativo) ed il valore del medesimo bene significativo.

In fattura, occorre indicare separatamente il valore dei beni non significativi ed il valore dei beni significativi, anche se per questi ultimi viene applicata l’aliquota agevolata sull’intero importo.

Il cliente rilascia al fornitore del bene la richiesta di applicazione dell’iva ad aliquota ridotta.

IVA agevolata su pavimenti, marmi, sanitari, rubinetteria

Nell’intento di semplificare l’attribuzione della giusta aliquota IVA riportiamo nella sottostante tabella i vari casi in cui normalmente incorriamo per la vendita dei ns prodotti.

Fabbricati a prevalente destinazione abitativa privataManutenzione ordinaria e straordinaria di cui alle lettere a), b) art. 31, legge 457/78Restauro e risanamento conservativo e interventi di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica di cui alle lettere c), d), e) art. 31 legge 457/78Costruzione o ampliamento di un’abitazione non di lusso
Cessioni di beni “finiti” (sanitari, rubinetti, caminetti e stufe) con posa in opera10% con la limitazione di alcuni beni significativi 10%4%
Cessione di beni “finiti” (sanitari, rubinetti, caminetti e stufe) senza posa in opera22%10%4%
Cessione di beni semilavorati (pavimenti, rivestimenti, marmi) con posa in opera10%10%4%
Cessione di beni semilavorati (pavimenti, rivestimenti, marmi) senza posa in opera22%22%22%

Bonus arredi 50%

Detrazione 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.
Il decreto legge n.63/2013 ha introdotto una detrazione dall’Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici non inferiori
alla classe A+, finalizzati all’arredo di immobili da ristrutturare. Con la legge di stabilità del 2016 la detrazione è stata prorogata fino al 31 Dicembre 2017. Rientrano in questa agevolazione gli acquisti di mobili da bagno, utilizzati come completamento di arredo nell’immobile da ristrutturare. Per accedere a questo tipo di detrazione, è necessaria la realizzazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio di manutenzione straordinaria, ordinaria, di restauro o di ricostruzione a seguito di calamità naturali.
Per poter usufruire della detrazione, i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale e devono risultare:
– la causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
– codice fiscale del soggetto pagante
– codice fiscale o partita iva del beneficiario
Il contribuente deve conservare:
– la documentazione che attesta il pagamento
– le fatture di acquisto dei beni

SISMA BONUS

Con la nuova legge di stabilità è stato aggiunto alla rosa degli incentivi anche il cosiddetto sisma bonus, che prevede una detrazione dal 50% all’85% delle spese, sostenute per adeguare alle misure antisismiche gli immobili che si trovano in zone ad alto rischio sismico.

Il tetto massimo di spesa è fissato a 96.000€ e, come per l’ecobonus, sarà un’agevolazione fruibile sino al 2021.

Si potrà arrivare a un 70%-80% di spese detraibili a seconda della classe di rischio ottenuta a seguito degli interventi e fino all’85% per lavori riguardanti un intero condominio.

E’ applicabile anche alle seconde case e a quelle attività produttive che si trovano in zona sismica 1-2-3.

Tra le spese che si potranno detrarre sono presenti anche quelle per la classificazione e la verifica sismica.

BONUS STRUTTURE TURISTICO – ALBERGHIERE

E’ stato prorogato per due ulteriori anni anche il credito d’imposta del 65% per la riqualificazione delle strutture turistico alberghiere, compresi gli agriturismi. Il bonus è previsto a condizione che vengano effettuati interventi con finalità anche di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica o antisismica, acquisto di mobili. Il credito sarà ripartito in due quote annuali di pari importo.